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ENNA: Da luogo di culto a pollaio PDF Stampa E-mail

Potremmo proprio riassumere così, la lunga storia di una chiesa, che nella sua semplicità, rappresenta sicuramente un pezzo del passato dell’intera città che purtroppo come in molti altri casi tende oggi, a scomparire o essere comunque dimenticata dai suoi abitanti.
La chiesa della “Madonna delle Grazie” forse sconosciuta ai molti, si trova nei pressi dell’antico castello di lombardia, e in passato doveva essere composta oltre che da un seminterrato, anche da una sacrestia di cui oggi non esiste più traccia perché sostituita da un brutale baraccone in lamiera e da rifiuti di ogni genere che ne hanno occupato lo spazio.
In passato, il tempio doveva essere piuttosto frequentato, perchè veniva celebrata una sentita processione in onore della “Madonna delle Grazie” che sembra abbia salvato la città di Enna, da un terribile terremoto, che nel seicento colpì il centro abitato. Secondo alcuni anziani del posto nei paragi della chiesa veniva svolta anche, l’antica funzione della benedizione delle terre, fatta durante le festività pasquali.
Ma venendo ad oggi, le condizioni della chiesa versano in uno stato piuttosto precario. Difatti basta recarsi nel posto per accorgersi che  il tempio oltre ad essere stato spogliato di  tutti i suoi beni e di alcuni affreschi, è stato privato all’esterno di una magnifica scalinata, che nel tempo, è stata interamente ricoperta o peggio ancora sostituita da terreno di riporto, forse  maggiormente funzionale a qualche contadino che ha ben pensato almeno, di sfruttare il piccolo appezzamento di terra coltivandolo.
Ma è proprio all’interno dell’eremo, che la visuale risulta essere alquanto triste.
Difatti dallo spazio interno ormai privo di copertura, è stato ricavato un “pregevole” magazzino costituito interamente da forati, e lamiere su cui sono stati adagiati numerosi contenitori g.p.l.  nella speranza che “l’ormai inutile accumulo di massi possa ancora servire a qualcuno per produrre, nonostante fosse sconsacrata da tempo miseri guadagni”.
Per quanto concerne, il restante spazio, non è difficile notare i resti di un pollaio posizionato proprio dove un tempo doveva emergersi l’altare del tempio.
Ci auguriamo, che al più presto, venga fatta luce su questa oscura vicenda e che  la sovrintendenza o l’ente proprietario, possa cercare di rivalutare diversamente le opere ormai in disuso, recuperando almeno il recuperabile di una struttura che rischia seriamente di crollare, e recare danno ai numerosi automobilisti che giornalmente percorrono la strada.
Mario Barbarino

 


Sabato 12 Agosto 2017

Sabato 12 Agosto 2017 13:42