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Enna – Uppi: Benefici fiscali affitti concordati finaziaria PDF Stampa E-mail

In tema di Locazioni abitative Luigi Scavuzzo (nella foto) resta tra i più grandi esperti a livello provinciale, per la tutela dei piccoli proprietari immobiliari. Scavuzzo, attualmente segretario provinciale dell'Uppi di Enna ci informa sulla recente possibilità del cosiddetto "canone calmierato" che qualsiasi proprietario immobiliare può attuare in virtù della legge 431/1998 che permetterebbe uno sconto del ben 25% sugli affitti concordati.Una opportunità questa sicuramente che rappresenta una importantissima novità in tema di affiti, possibile grazie al saldo 2016 su Imu e Tasi derivante dalla scelta dell'attuale legislatore - contenuta nella legge di Stabilità 2016, commi 53 e 54 – di trattare in maniera più tenue gli immobili locati a canone concordato. Scavuzzo accoglie con grande soddisfazione la notizia, affermando che essa rappresenta concretamente pa possibilità di ridurre del 25% Imu e Tasi. Le novità comunque sembrano non finire, infatti la stessa regola sembra valere anche per tutti quegli immobili che non sono ubicati in Comuni ad alta tensione abitativa, e quindi il territorio di Enna dovrebbe rientrare a pieno titolo in questa agevolazione essendo uno dei territori che da sempre conosce un alto tasso di emigrazione dovuta alla mancanza della crisi occupazionale che ormai storicamente colpisce da sempre l'area. Per Scavuzzo "La norma cita gli «immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431», che consente di stipulare i contratti a canone concordato in tutti i Comuni italiani. Dove manca un accordo territoriale tra sigle della proprietà e degli inquilini, in particolare, si può fare riferimento a quello del Comune più vicino o «demograficamente omogeneo» di minore distanza territoriale. La riduzione d'imposta va applicata all'aliquota Imu (ed eventualmente Tasi) che il Comune ha deliberato, appunto, per le case locate a canone concordato. Se quindi, per esempio, l'aliquota ordinaria fosse del 10,6 per mille e l'aliquota deliberata dal Comune per i contratti concordati fosse dell'8 per mille, l'aliquota effettivamente applicabile sarà del 6 per mille (applicando quindi la riduzione del 25% all'8 per mille).L'agevolazione vale non solo per i nuovi contratti, ma anche per i rapporti locativi già in corso alla data di entrata in vigore della norma, contratti che automaticamente potranno beneficiare della riduzione a partire dal 1° gennaio 2016". La norma della legge di Stabilità 2016 richiama la legge 431 del 1998, per cui sono agevolati non solo i contratti a canone concordato 3+2, ma anche quelli riservati a studenti universitari e transitori per i quali il canone sia determinato in funzione degli accordi territoriali, come mera moltiplicazione tra il valore in euro per metro quadro, con un valore minimo/massimo per ogni area. Infine, dato che la legge parla di «immobili», si deve ritenere che possa essere ridotta anche l'imposta dovuta sulle pertinenze locate insieme all'abitazione. Chiarezza viene fatta anche con la nuova Convenzione Nazionale, che istituisce la certificazione rilasciata da almeno una organizzazione firmataria dell’accordo territoriale per accedere ai contratti a canone concordato. Mario Barbarino

 

Sabato 24 Dicembre 2016 16:22